Chardonnay, che sorpresa!

Chardonnay, che sorpresa!

chardonnayChardonnay, vino versatile e che sempre stupisce per i suoi aromi avvolgenti e per il suo essere testimone di un territorio dalla profonda vocazione secolare.

Che sorpresa! Sì, è l’affermazione che più siamo abituati ad ascoltare, tra nostri degustatori. Lo Chardonnay è un vino dall’indiscussa fama mondiale, così versatile, popolare e ampiamente diffuso da scivolare molto spesso nel prevedibile. Ma con il nostro Langhe DOC Chardonnay, la musica cambia. Ed è una melodia che ha ancora il privilegio di sorprendere gli scettici e far cambiare opinione anche ai più puritani del gusto.
A metterlo nero su bianco – lo affermiamo con orgoglio – è stato il noto critico e giornalista enogastronomico Marcello Coronini, al quale è bastato soltanto un sorso del nostro amato bianco per invitarci a partecipare a “Gusto in Scena”, evento di richiamo internazionale da lui stesso ideato e curato, e che si tiene a Venezia, nella suggestiva cornice della Scuola Grande di San Giovanni Evangelista. Era il 2015. Da allora, siamo regolarmente presenti alla kermesse con i nostri vini ogni anno.

Che sorpresa!
Sì, il nostro Chardonnay continua a stupire perché rappresenta tutto ciò che non ci si aspetta: un’eleganza mai stucchevole, un carattere deciso e, allo stesso tempo, incredibilmente ammaliante, ma soprattutto profumi insoliti ai quali difficilmente si è abituati. E anche sugli abbinamenti, lo Chardonnay riesce a meravigliare. Carni bianche, portate di pesce, primi delicati, antipasti sfiziosi. Tutte convivenze durature, certo. Ma se lo si accosta a una degustazione di nocciole tostate piemontesi…allora è un matrimonio perfetto!

Vi abbiamo incuriosito? Ora vi sveliamo il suo segreto…

La nostra vigna coltivata a Chardonnay è un impianto che risale ai primi anni ’90. Si tratta, nello specifico, di una particolare forma di allevamento chiamata a casarsa o cordone speronato alto, in cui il vitigno viene collocato a un’altezza da terra più elevata affinché possa beneficiare della maggiore escursione termica che ne deriva. Ciò favorisce maggiormente l’accumulo di quei precursori d’aroma che, in un secondo tempo, vengono estratti in cantina grazie a un’attenta macerazione pellicolare, attraverso la quale si pressano le uve e si lasciano a macerare le bucce per 24 ore, dopo avervi aggiunto gli enzimi naturali necessari. Al termine del processo, i profumi passano dalla buccia al succo e dal succo al vino, direttamente nel vostro calice! E se ad essi aggiungiamo anche quella curiosa sapidità che la vicinanza al mare ci regala, è probabile che della bottiglia di Chardonnay che avete sul vostro tavolo non ne rimanga nemmeno una goccia.

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