Merlot? Ecco perchè il nostro è diverso…

merlot

Merlot, un vitigno spesso considerato banale e omologato. A torto. Perchè le sue potenzialità sono immense. E noi ve lo dimostriamo. Con il nostro!

Merlot. Vino di respiro internazionale, non autoctono del Piemonte, spesso definito dai più esperti “ruffiano” e “banale”. Addirittura “omologato”. Niente di più fuorviante. Il vino, per eccellenza, risente del territorio dove le vigne vengono coltivate e riflette le scelte di chi ne lavora le uve. E allora l’avere come risultato un prodotto di tutto rispetto è ben altro che una possibilità. È una certezza. Noi dell’Azienda Agricola Barberis ne siamo la prova. Nero su bianco. Letteralmente.

logoTutto ebbe origine nel 2013 da un vecchio terreno situato ai piedi del castello di Cortemilia e che noi, pervasi da un sentimento campanilistico e di amore per la nostra terra natia, abbiamo preso in affitto, ripulito a fondo e amorevolmente preparato per l’impianto delle viti. 5000 metri quadrati di ciò che a pieno titolo si può definire un vero e proprio “esperimento”. Perché si sa, il Merlot non è un vitigno prettamente di sangue piemontese. È un re di stirpe normanna che, per quanto riguarda l’Italia, ha esteso la propria giurisdizione in quel di Toscana, Veneto e Friuli. Qui da noi è un ospite. Ma come tale, abbiamo deciso di trattarlo con il massimo del riguardo. In primo luogo, allevando le barbatelle di Merlot nel nostro vivaio. Non poteva essere altrimenti, essendo noi vivaisti. In seconda battuta, scegliendo per loro proprio quel terreno alla base del maniero, una manna dal cielo, vista la sua più che ottimale esposizione a sud, con tutti i benefici che un sole pieno e splendente è in grado di offrire.

Ma è solo dopo la vendemmia e il processo di vinificazione rigorosamente in purezza (100% uve Merlot), che si giunge alla fase più delicata: l’affinamento. Un affinamento particolarmente lungo e, udite udite, in barrique di rovere americano rigenerate. Perché? Il motivo è presto svelato. Il rovere americano, detto anche rovere bianco, presenta una composizione di tannini molto meno complessa ed è celebre per la sua prerogativa di cedere al vino intriganti aromi di spezie. La nostra decisione di optare per un legno rigenerato di 3 anni, invece, deriva dal fatto che i sentori da esso rilasciati sono di gran lunga più mitigati rispetto a quelli decisamente più forti che si avrebbero in caso di botti nuove.

Il risultato? Un vino sanguigno e “rotondo” allo stesso tempo, vellutato, caldo e pieno, con quella sua caratteristica vibrazione dolce che riecheggia gagliarda in lontananza. All’olfatto raffinato, fa il suo ingresso al palato con spiccati richiami di bacca nera, note boscose che riempiono a piene mani l’ampio pentagramma del gusto. Romantico e galante, leale e sopraffino, intrepido ed estraneo ai luoghi comuni. Un “cavaliere senza peccato”, questo nostro Merlot. Anche se, a dire il vero, il peccato c’è, eccome. È l’inevitabile esclamazione davanti a una bottiglia vuota. “Peccato. Già finito…”. Fortuna che il suo aroma ha il pregio di persistere. Ciò nonostante, avere un paio di bottiglie in più in cantina potrebbe rivelarsi una saggia decisione alla quale noi saremmo ben felici di contribuire…

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato