Viticoltura eroica: gioie e dolori dei vini impossibili

La viticoltura eroica è l’ostinazione dell’Alta Langa che produce vini estremi, per una sfida che continua e un miracolo che si rinnova.

Parlare di viticoltura eroica significa arrampicarsi lungo i ripidi pendii dell’Alta Langa in cerca di quei terrazzamenti che l’hanno resa così celebre alla vista e al gusto. Alla vista, per la sua conformazione fisica ostinata e affascinante; al gusto, per i vini pregiati ed estremi che è in grado di dispensare. A fare da sfondo, un territorio selvaggio e sincero che si estende a nord-est di Cuneo, tra boschi, filari, noccioleti e antichi borghi in pietra, paesaggio dal valore aggiunto inestimabile che è stato insignito, nel 2018, a Patrimonio dell’Umanità Unesco. Suggestivo ma ribelle. Bello e impossibile. Per domarlo, l’uomo ha dovuto soccombere a tutte le difficoltà che le sue conformazioni hanno comportato. Eppure l’eccellente risultato ottenuto è stato in grado di appagare anche il più scettico dei viticoltori. Perché il vino che qui si produce è davvero un nettare che farebbe invidia agli Dei.

Sacrifici…

I muretti a secco sono strutture che necessitano di costante manutenzione, in quanto oggetti all’usura del tempo e degli avversi elementi naturali, come il vento e la pioggia. Si tratta di lavori che vanno eseguiti con estrema scrupolosità e cautela, e che solo coloro che sono dotati di una certa esperienza in materia sono in grado di eseguire. Produrre l’uva sui terrazzamenti può rivelarsi una vera e propria impresa, un impegno che non tutti i viticoltori si sentono di assumersi. Soprattutto perché, molto spesso, antieconomico. Le ragioni sono presto spiegate. Non può esservi alcuna meccanizzazione, per cui il lavoro resta esclusivamente manuale. Lo spazio di manovra, infatti, è pressoché impossibile. Il taglio dell’erba può solo avvenire ricorrendo al decespugliatore, filare dopo filare, pendenza dopo pendenza. Per gli insidiosi ciuffi che fanno capolino tra le fessure dei muretti, invece, è necessario un deciso colpo di falce. O di ansuria, per dirla in dialetto piemontese. E che dire delle ore di lavoro? Lievitano con una facilità quasi disarmante: esse vanno da un minimo di 650-750 per ettaro fino a un massimo di 3000, con tempi di esecuzione che si dilatano di molto rispetto alla norma. Inutile ricordare, infine, che, durante la vendemmia, le ceste traboccanti di uve possono essere portate esclusivamente a spalla…

…e risultati.

Quanti e quali sono i vantaggi che possono derivare da un tale encomiabile impegno? Tirando le somme, soltanto uno. Ma è tale la sua portata e importanza da trasformare in oro tutto il sudore speso, il tempo impiegato, le finanze versate: è il vino. Un vino che non può assolutamente prescindere dalla qualità dei terreni dove i vitigni vengono coltivati e la cui composizione di sabbia, argilla e limo consente al terreno di trattenere l’acqua e tutti gli elementi nutritivi indispensabili per un prodotto finale d’eccezione. Grazie alla loro forte pendenza, inoltre, questi terreni riescono meglio ad assorbire la radiazione solare e a godere di medie termiche avanzate, mentre le pietre restituiscono nelle ore notturne il calore assorbito durante il giorno. Il vino che per antonomasia qui la fa da padrone è, indubbiamente il Dolcetto, re dei re nonché Presidio Slow Food. Un vino dal colore suggestivo, quel rosso rubino tendente al violaceo che ammalia a prima vista; dai sentori di frutti di bosco e spezie, fini, eleganti ed equilibrati; e dalla struttura asciutta e tannica.

E poi diciamolo: anche l’occhio vuole la sua parte. I muretti in pietra a secco sono meravigliosi da ammirare. E sono sostenibili. Perché costruiti utilizzando materiali locali; perché diventati habitat fondamentale per il mantenimento della biodiversità di fauna e flora locali; e perché rappresentano un prezioso alleato contro il dissesto idrogeologico, circostanza che, in questi tempi climaticamente balzani, è diventata tutt’altro che una rara e remota eventualità.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato