Nocciolo e cimice asiatica: la nostra strategia naturale

L’arrivo della cimice asiatica si è rivelato un problema molto serio per i noccioleti. Ecco il nostro metodo naturale per difenderli.

Noi dell’Azienda Agricola Barberis amiamo da sempre prenderci cura della nostra terra, dell’ambiente in cui viviamo, seguendo i suoi ritmi, i suoi cicli, i suoi innati bisogni. Ed è proprio su queste basi che portiamo avanti le nostre attività di viticoltura e coricoltura: perché desideriamo che vino e nocciole giungano sulle vostre tavole con tutta la loro genuinità, eccellenza di sapori e profondo rispetto della tradizione.
Riuscire a ottenere nocciole sane necessita un impegno vigile, attento e costante. Soprattutto se si è deciso di sposare una filosofia che assecondi il più possibile le esigenze della natura. Da anni, ormai, l’agricoltura ha virato verso soluzioni sempre più sostenibili. E a chiederlo sono soprattutto i consumatori, come dimostrano i dati di crescita del biologico. Ma anche la stessa Unione Europea che ha notevolmente ridotto il numero di agrofarmaci disponibili, promuovendo tra noi agricoltori approcci alternativi alla chimica di sintesi.

Dal 2013, un nuovo nemico si è affacciato sulle nostre coltivazioni, provocando danni di considerevole entità, soprattutto ai frutteti. Si tratta della cimice asiatica, un insetto dalla livrea poco appariscente, caratterizzato da uno sgradevole odore capace di persistere nell’aria e che si è fin da subito rivelato una spina nel fianco anche per le piante di nocciole. Penetrando nei loro tessuti per nutrirsi, infatti, la cimice asiatica provoca una perdita parziale o totale della produzione, soprattutto se l’attacco avviene durante la fase di formazione dei frutti. Frutti che, una volta maturati, possono risultare compromessi, assenti o alterati nelle loro qualità organolettiche.

Come intervenire?

Una delle soluzioni più efficaci e meno invasive per risolvere il problema della cimice asiatica è quello del monitoraggio mediante apposite trappole a feromone collocate in determinati punti strategici dei noccioleti. I feromoni sono utilizzati dagli insetti per aggregarsi, segnare percorsi da seguire, lanciare un allarme o per l’incontro maschio-femmina. Una volta sintetizzati in laboratorio, tali sostanze vengono collocate all’interno di apposite trappole a forma di tenda a loro volta posizionate ai margini dei noccioleti. Basandosi sul principio della confusione sessuale, i feromoni generano finte tracce e disorientano i maschi, intrappolandoli su un pannello adesivo. Obiettivo delle trappole, infatti, è proprio quello di impedire l’accoppiamento. La popolazione di cimici viene quindi decimata già in fase riproduttiva e senza impiegare alcun insetticida. Tanto più sarà estesa l’area soggetta a disorientamento sessuale e tanto più questa pratica risulterà efficace. Ma anche quando tali espedienti non dovessero risultare risolutivi, possono comunque concorrere ad abbassare talmente tanto la pressione della popolazione da rendere necessari molti meno trattamenti insetticidi rispetto ai programmi basati unicamente sui prodotti fitosanitari.

Le trappole a ferormoni sono la nostra scelta, seppur consapevoli che ci siano altre soluzioni allo stesso modo potenzialmente efficaci, quali reti, vespe samurai, formiche alate e addirittura vibrazioni. Al momento, la situazione nei nostri noccioleti è assolutamente sotto controllo. Le prime nocciole sono già cadute e ci stiamo organizzando, proprio in questi giorni, per iniziare la loro raccolta. Siamo consapevoli che, per realizzare prodotti di qualità, lo scarto rappresentato dal cimiciato non è poco. Ma il sapore delle nostre nocciole, sia crude che tostate intere, in granella o sotto forma di pasta 100%, deve essere sempre rigorosamente lo stesso: dolce, sapido, pieno, maturo. Sapore che, esaltato da una leggera tostatura, può davvero creare dipendenza…

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