Abbiamo una storia da raccontarvi, quella del nostro infernot che, nei decenni, ha attraversato momenti epocali e indimenticabili vicissitudini famigliari.
Sì, abbiamo un’interessante storia da raccontarvi. È la storia dell’infernot collocato nella nostra casa dove ha sede l’Azienda Agricola Barberis. Perché vogliamo condividerla con voi? Perché desideriamo farvi partecipi, tra una degustazione e una visita, di quel passato che ci ha condotti fin qua e che ci rende, da sempre, fedeli custodi del tempo.

Proprio dietro la stanza del punto vendita che accoglie i visitatori, si trova un’apertura che conduce in un infernot di mattoni a vista. Oggi, è un angolo suggestivo dove vibrano riflessi di pregiate bottiglie e si intuiscono le sagome degli attrezzi antichi; ma nel periodo della Seconda Guerra Mondiale, era il luogo dove Emilio e suo fratello si nascondevano dai tedeschi che setacciavano la valle in cerca di nemici e disertori. C’era un tino, a celarne l’ingresso. I familiari portavano loro il cibo e, non di rado, accadeva che i due uomini fossero costretti a trascorrere diversi giorni chiusi lì dentro, vittime dell’attesa e delle possibili perquisizioni naziste.

Dal 2016, l’azienda è passata ai figli di Bruno, Cristina e Stefano. Se ci verrete a trovare, saremo felici di raccontarvi questa storia di persona, magari dietro a un buon calice di Barbera, mostrandovi gli oggetti del nostro passato, come il piccolo torchio per fare l’olio di nocciole in tempo di guerra, e facendovi respirare quell’aria di famiglia che ha perdurato nei decenni, giungendo intatta fino ad oggi.





