Perchè si piantano le rose nei vigneti? Un vezzo estetico o c’è di più? Ora ve lo spieghiamo…

Avete notato che agli inizi dei filari dei nostri vigneti stanno incominciando a sbocciare le rose? È una costante che ogni anno si ripete, prodigio di bellezza che, in realtà, va ben oltre il puro lato estetico. Le rose, posizionate proprio in quei punti, possiedono una funzione ben precisa. Esse sono considerate una sorta di “guardiano” del vigneto, delle vere e proprie sentinelle. Non è un caso, infatti, che vengano molto spesso chiamate “piante spia”. La ragione è presto spiegata.

La rosa è una tipologia di pianta in grado di manifestare per prima i sintomi della presenza di eventuali parassiti o di quelle malattie che possono colpire la vite. Tra i suoi molti nemici, si annoverano infatti: il cosiddetto “mal bianco” (oidio), un fungo che penetra negli acini d’uva, lacerandoli e favorendo l’ingresso di altri parassiti; la muffa grigia (o botrite), il tumore batterico, nonché i ragnetti rossi e gialli della metcalfa.

E poi c’è lei, la famigerata peronospora, che ha registrato i primi ceppi in America per poi svilupparsi in Italia verso la fine del 1800. Si tratta di una malattia che, oltre a colpire la vite, attacca anche le rose, a quel punto sacrificate per capire quale è il giusto momento per ricorrere ai trattamenti. Nello specifico, la peronospora va a minare la parte verde della pianta, quali foglie e grappoli, causandone il rinsecchimento e la distruzione. Può giungere dagli organi svernanti nel terreno, che si possono ripresentare ogni volta che piove abbondantemente; o dalla muffa bianca presente sugli organi di riproduzione delle foglie, in caso di piogge leggere, rugiada o irrigazione soprachioma. È molto importante, a tal proposito, proteggere le foglie del vigneto in quanto svolgono una funzione di fotosintesi influendo sul naturale processo di maturazione degli acini.

Le rose, quindi, messe in testa ai filari, un tempo aiutavano a monitorare lo stato di salute della pianta e del frutto, permettendo così di prevenire eventuali problemi e, in caso di “contagio”, di agire tempestivamente per ridurne i danni sul raccolto.

Ovviamente, al giorno d’oggi esistono metodi più precisi e tecnologicamente più efficaci per affrontare il problema. Con lo sviluppo delle tecniche agrarie e la nascita di nuovi sistemi scientifici di analisi e previsioni, la messa a dimora delle rose nei vigneti non ricopre più lo stesso ruolo che assumeva in passato.

Tuttavia, ci sono aziende – come la nostra – che in parte ancora si affidano a questa antica tecnica, soprattutto se si è particolarmente attenti non solo alle tradizioni ma anche all’ambiente e alla salvaguardia dei naturali cicli biologici della pianta, evitando così di ricorrere a forzature o a moderne soluzioni invasive. Il risultato? Frutti sani e genuini. Prodotti biologici e di qualità. Degustare per credere.

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