Viticoltura nelle Terre Alte: quando andare via sembrava l’unica scelta
L’Alta Langa è uno dei territori più vocati alla viticoltura nelle Terre Alte, dove la coltivazione della vite richiede un equilibrio delicato tra altitudine, suolo e lavoro umano.
Proprio per questo eventi come la Slow Wine Fair rappresentano un momento importante per raccontare il valore di queste produzioni e il lavoro delle cantine che scelgono un’agricoltura sostenibile.
“Mio padre mi disse di andare via da queste terre, perché secondo lui non ci poteva essere futuro.”
Per molti anni questa frase ha accompagnato la vita di chi, come noi, è cresciuto nelle Terre Alte dell’Alta Langa.
Colline ripide, vigneti terrazzati, piccoli appezzamenti difficili da lavorare.
Luoghi dove per generazioni coltivare la vite ha significato fatica, ostinazione e spesso anche la sensazione di essere lontani da tutto.
Eppure qualcuno ha fatto una scelta diversa.
Rimanere.
Rimanere e continuare a coltivare questi terrazzamenti, trasformando una viticoltura considerata marginale in una forma di resistenza agricola e culturale.
È anche da questa consapevolezza che nasce la nostra partecipazione alla Slow Wine Fair 2026, l’evento internazionale dedicato al vino buono, pulito e giusto.
La nostra partecipazione alla Slow Wine Fair 2026
Quest’anno abbiamo partecipato per la prima volta alla Slow Wine Fair 2026, portando a Bologna i vini che nascono dal nostro lavoro nelle colline dell’Alta Langa, un territorio dove la viticoltura nelle Terre Alte è custodia di paesaggi, comunità e saperi antichi. Qui, ogni vino racconta una storia di resistenza, passione e legame con il territorio, frutto di vigneti terrazzati e di un’agricoltura che rispetta la natura.
Allo stand abbiamo presentato:
- Alta Langa DOCG – vino spumante Metodo Classico
- Langhe Chardonnay DOC
- Dolcetto d’Alba DOC
- Barbera d’Asti DOCG
- Barbera d’Asti Superiore DOCG
- Langhe Merlot DOC
- Langhe Nebbiolo DOC
Sono vini diversi tra loro, ma tutti legati alla stessa idea di viticoltura eroica: un’agricoltura artigianale, rispettosa del territorio e delle sue fragilità.
Durante i giorni di fiera abbiamo incontrato operatori internazionali, operatori italiani e wine lover, persone che condividono la nostra visione: il vino non è solo un prodotto commerciale, ma il risultato di un equilibrio tra terra, lavoro umano e paesaggio.
Tra i riscontri più significativi ricevuti durante la fiera ci sono stati gli apprezzamenti per due vini molto diversi tra loro: l’Alta Langa DOCG e il Dolcetto d’alba DOC dei terrazzamenti.
Due vini che raccontano in modo diverso lo stesso territorio e la nostra storia di viticoltori in Alta Langa.
La conferenza sulla viticoltura nelle Terre Alte: quando il vino si fa comunità
Il 24 febbraio abbiamo partecipato anche al panel “Terre Alte: quando il vino si fa comunità”, moderato da Federico Varazi, vicepresidente di Slow Food Italia.
Il tema della conferenza era semplice solo in apparenza: qual è l’impatto positivo che la viticoltura può avere nei territori montani e nelle comunità locali?
Oggi molte aree collinari e montane stanno vivendo una fase complessa.
Da un lato la crisi climatica, dall’altro lo spopolamento delle comunità rurali.
In questo scenario la viticoltura nelle Terre Alte può diventare uno strumento concreto di rigenerazione territoriale.
Coltivare la vite in questi luoghi significa infatti:
- mantenere il paesaggio agricolo
- presidiare territori fragili
- conservare saperi agricoli tradizionali
- creare nuove opportunità economiche.
Il vino diventa così qualcosa di più di un prodotto. Diventa un fatto sociale, un elemento capace di tenere insieme territorio, identità e comunità.
Come può la viticoltura nelle Terre Alte trasformare un territorio fragile in un modello di resilienza e comunità?
Il valore dei terrazzamenti – viticoltura nelle Terre Alte
Uno dei temi centrali del confronto è stato il valore dei paesaggi terrazzati, affrontato da Donatella Murtas, direttrice di ITLA Italia.
I terrazzamenti sono il risultato di secoli di lavoro umano: muri a secco, piccoli appezzamenti, sistemi agricoli costruiti per adattarsi alla montagna.
Oggi questi paesaggi rischiano l’abbandono.
Quando l’agricoltura scompare, i terrazzamenti crollano e il territorio perde equilibrio.
Per questo la tutela dei paesaggi terrazzati non riguarda soltanto l’agricoltura: riguarda la conservazione di un patrimonio culturale e ambientale unico.
Il Dolcetto dei terrazzamenti della Valle Bormida – viticoltura nelle Terre Alte
Durante l’incontro abbiamo portato anche la nostra esperienza nel Presidio Slow Food del Dolcetto dei terrazzamenti della Valle Bormida, nato nel 2016.
È uno dei primi esempi in cui un vino in bottiglia dichiara apertamente il paesaggio da cui nasce: i terrazzamenti.
Qui il Dolcetto, spesso considerato un vino quotidiano, cambia prospettiva.
Coltivarlo significa lavorare su pendenze difficili, con operazioni quasi interamente manuali.
Significa accettare una viticoltura più lenta e meno efficiente dal punto di vista industriale, ma profondamente legata al territorio.
Il Presidio Slow Food nasce proprio con questo obiettivo: affermare che la qualità di un vino non può essere separata dal paesaggio e dalla comunità che lo rendono possibile.
Rimanere è stata una scelta
Nel nostro intervento abbiamo raccontato anche una parte della nostra storia.
Per molte famiglie contadine delle Terre Alte dell’Alta Langa, per decenni la prospettiva più realistica è stata lasciare questi territori.
Ma per qualcuno la scelta è stata diversa.
“Rimanere è stata una scelta. Un obiettivo è quello della rete e dell’unità delle persone che abitano a Cortemilia.”
Oggi coltivare questi territori significa anche questo: costruire relazioni tra persone che condividono lo stesso paesaggio e lo stesso destino.
Per noi, che rappresentiamo la quarta generazione di vignaioli, continuare a lavorare su queste colline significa proseguire una storia iniziata molto prima.
Una storia fatta di gesti ripetuti ogni stagione, di vigneti terrazzati e di mani che conoscono ogni vite.
Dalle Cinque Terre alle Ande: viticolture di resistenza – viticoltura nelle Terre Alte
Il panel ha mostrato come la viticoltura delle Terre Alte sia una realtà diffusa in molte parti del mondo.
Alle Cinque Terre, raccontate da Samuele Heydi Bonanini, la presenza dei vignaioli è essenziale per la conservazione del paesaggio terrazzato.
Nelle Ande argentine, Claudio Zucchino coltiva vite su antiche terrazze agricole di origine aymara, in condizioni climatiche estreme.
In Romagna, Andrea Peradotto sta recuperando vecchie vigne in collina, in territori segnati negli ultimi anni da terremoti e alluvioni.
Storie diverse, ma unite da un’idea comune: coltivare questi territori significa resistere all’abbandono e immaginare un futuro possibile.
Coltivare le Terre Alte oggi
La viticoltura nelle Terre Alte non è la strada più semplice. Significa lavorare su piccoli appezzamenti, affrontare costi più alti e accettare una fatica che spesso il mercato non riconosce.
Eppure è proprio qui che nascono alcune delle esperienze più autentiche del vino contemporaneo.
Partecipare alla Slow Wine Fair è stato per noi importante proprio per questo motivo: incontrare operatori e appassionati che condividono la stessa visione.
Un vino che nasce da un’agricoltura pulita, giusta e sostenibile.
Perché alla fine il vino non è solo ciò che troviamo nel bicchiere.
È il risultato di un paesaggio, di una comunità e delle persone che ogni giorno scelgono di restare.
“Il vino che nasce qui non è solo un prodotto: è resistenza, identità e futuro.”
Mini lista riassuntiva
La nostra esperienza alla Slow Wine Fair 2026 e alla conferenza sulle Terre Alte ci ha mostrato che:
- La viticoltura nelle Terre Alte è strumento di resistenza culturale e sociale.
- Preservare i paesaggi terrazzati significa custodire i saperi agricoli tradizionali e la memoria di un territorio.
- I Presidi Slow Food valorizzano vitigni locali e comunità.
- I giovani produttori sono fondamentali per rivitalizzare aree marginali e generare valore umano e culturale.
- Il vino diventa identità condivisa, incontro e narrazione di un territorio unico.
Scopri i nostri vini dalle Terre Alte
I vini presentati alla Slow Wine Fair 2026 nascono su terrazzamenti dell’Alta Langa, coltivati con lavoro manuale e passione di generazioni.
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