L’Unesco ha premiato i terrazzamenti dell’Alta Langa nominandoli Patrimonio dell’Umanità: da preservare, valorizzare, comunicare.

Alta Langa. Un nome, una suggestione. L’Unesco ha premiato questi territori, con i suoi storici terrazzamenti, nominandoli Patrimonio dell’Umanità. Un patrimonio da accudire, valorizzare, condividere. E soprattutto comunicare. Anche noi dell’Azienda Agricola Barberis ci mettiamo del nostro, fornendo ai nostri clienti, visitatori e curiosi di ogni sorta alcuni piccoli suggerimenti che ci auguriamo possano portar loro alla scoperta di luoghi che, per troppi anni e nonostante la loro indiscussa bellezza, sono stati dimenticati e abbandonati al tempo che non perdona. Che cosa sarebbero i nostri vini senza queste ripide colline, senza quella terra che li alimenta, senza le emozioni che questa parte di Piemonte è in grado a sempre di offrire? Se ci venite a trovare, avrete l’opportunità di scoprire scorci che siamo certi vi entreranno nel cuore. E lì vi resteranno. Ve ne suggeriamo alcuni, per un itinerario all’insegna dello stupore, del gusto e del relax.

1 – Per gli amanti del trekking

CORTEMILIA, Ecomuseo dei Terrazzamenti e della Vite
È un viaggio nella storia e nelle tradizioni dei paesaggi terrazzati, opere monumentali dell’impegno, della sapienza e della pazienza dell’uomo, custodi di un mondo rurale e della sua millenaria cultura. In essi, c’è il racconto profondo di una comunità che ha saputo trovare un modo per sopravvivere utilizzando al meglio gli elementi di cui disponeva. L’Ecomuseo si sviluppa in una serie di itinerari, cosiddetti “strade dei Terrazzamenti” che, attraverso sentieri e vie campestri, offrono percorsi naturalistici e storico-architettonici, inclusi quelli dedicati alla religiosità popolare e agli “scau” (essiccatoi tondi).
Poco distante, sono situati altri due luoghi di pregevole fattura che meritano di essere visitati. Si tratta, in primis, l’antica Pieve di Santa Maria, ai piedi della collina di Monteoliveto, circondata dalla quiete degli ulivi e dei vigneti. È un edificio di origine romanica, datato tra il XII e il XIII secolo. Secondo la tradizione, qui vi sostò, nel 1213, San Francesco di passaggio lungo la Magistra Langarum, che collegava Savona ad Asti. All’interno, vi è conservato un prezioso bassorilievo in pietra arenaria, appartenente probabilmente a un ciborio di altare, raffigurante la Vergine in trono con Bambino e risalente addirittura all’epoca pre-romanica, con influssi dell’estetica bizantina.
Assai pittoreschi, infine, sono i resti delle fortificazioni di età medievale sulla sommità della collina che sovrasta il paese. Ne spicca l’alta torre circolare che si erge maestosa e distinguibile a distanza, raggiungibile attraverso una piccola via a salire. Sorto nel secolo XII, il castello di Cortemilia rappresenta uno degli esempi più significativi di struttura fortificata. E il panorama che da lassù si contempla è degno delle migliori cartoline!

2 – Per gli amanti delle chiese

ROCCAVERANO, Chiesetta romanica di San Giovanni
L’antica parrocchiale situata poco fuori dall’abitato del paese di Roccaverano, contiene il più completo e imponente ciclo di affreschi gotici dell’Astigiano – risalente al 1400 – tra cui spiccano il battesimo di Cristo, la decapitazione e l’offerta a Salomè della testa del Santo. Si fa risalire una prima costruzione addirittura all’anno 1000. Sebbene la facciata sia ottocentesca, il resto della struttura ha mantenuto buona parte dei suoi caratteri romanici, mentre il presbiterio risale alla prima metà del XIV secolo. La chiesetta, circondata da un dolce prato verde, è sempre aperta.

3 – Per gli amanti dei castelli

PRUNETTO, Castello medievale “Scarampi del Carretto del Pruney”
Il castello è magico. In senso estetico, ovviamente, nessun fantasma (forse) vi attende. Fu costruito, secondo alcune fonti, tra il XII e il XIII secolo e si offre allo sguardo in tutta la sua maestosa pianta quadrangolare con tanto di fiabesco torrione circolare, eleganti bifore e un portale ogivale in pietra al quale, un tempo, si accedeva superando un ponte levatoio. Il castello conserva ancora tutta la sua magnifica bellezza, con un panorama sulla Val Bormida da togliere il respiro. È visitabile su prenotazione.

4 – Per gli amanti dell’arte

ROCCAVERANO, Parco Quarelli
È una vera e propria mostra d’arte contemporanea a cielo aperto, ideata dai proprietari della tenuta Quarelli e sviluppata, nel corso degli anni, grazie al contributo di tutti quegli artisti di fama e talenti emergenti che qui hanno soggiornato, lasciando un segno indelebile della propria presenza. Si tratta di un percorso che si snoda attraverso i terrazzamenti coltivati a ulivi e che offre al visitatore la possibilità di ammirare le più di 30 opere, sculture e installazioni collocate lungo tutto il cammino. Arte nell’arte, in un’infinita contemplazione di pace, energia e bellezza.

5 – Per gli amanti della letteratura

SANTO STEFANO BELBO, Casa di Cesare Pavese
La casa dove nacque Cesare Pavese è proprio quella narrata nel romanzo La luna e i falò, con la collina della Gaminella alle spalle e di fronte la collina del Salto dove si trova – ed è visitabile – la casa-bottega dell’amico Nuto. L’abitazione, residenza di campagna dei genitori e venduta poco dopo la morte del padre, è arredata con mobili d’epoca, immagini di famiglia e ritratti delle donne amate dallo scrittore. All’interno, due bacheche raccolgono tutte le sue opere e le relative traduzioni nelle varie lingue del mondo.

6 – Per gli amanti dei borghi pittoreschi

CASTINO, centro storico
L’abitato di Castino conserva ancora oggi gran parte del suo suggestivo fascino medioevale, con la sua bella chiesa parrocchiale, i resti del castello, le antiche contrade lastricate in pietra e un lavatoio tuttora in funzione. Passeggiare per le piccole vie del borgo significa anche ammirare tutte quelle delicate e gioiose decorazioni collocate sulle facciate delle case e accanto alle porte d’ingresso che lo rendono particolarmente caratteristico. Qui il tempo sembra davvero essersi fermato…

7 – Per gli amanti della gastronomia

Toma di Murazzano
La Toma di Murazzano DOP è un formaggio tipico realizzato in oltre 50 paesi dell’Alta Langa. Un tempo, veniva prodotto dalle massare che, nel giorno di mercato, si recavano a Murazzano per vendere le loro cosiddette tume ai negozianti diretti a Torino. Formaggio grasso a pasta fresca, viene alla luce grazie al latte di origine vaccino e ovino di queste nostre belle lande. Possiede un colore bianco latte, se fresco, e giallo paglierino se stagionato, con una struttura morbida ma consistente. Il suo sapore fine e delicatamente profumato lo rende perfetto in abbinamento a confetture e mieli aromatizzati. Ma ricordatevi: predilige vini rossi corposi (come il nostro Barbera d’Asti Superiore DOCG, ad esempio…).

Robiola di Roccaverano
Una prelibatezza irrinunciabile, “fatta a mano  e con il cuore”, come dicono gli stessi produttori. È un formaggio a pasta morbida, a latte 100% caprino oppure caprino/bovino, che viene realizzato artigianalmente esclusivamente nel territorio intorno a Roccaverano. La sua lunga storia arriva fino ai Celti e compare addirittura negli scritti di Plinio il Vecchio. Può essere fresca, con consistenza cremosa e sapore delicato o leggermente acidulo; oppure stagionata, più compatta all’esterno (ma sembra morbida dentro) e più decisa nel sapore. La potete degustare anche da noi, all’interno dei nostri tour!

8 – Per chi ama le originalità

NIELLA BELBO, Panchina gigante azzurra
Delle oltre 70 Big Bench sparse in tutto il Piemonte, quella di Niella Belbo regala una veduta davvero emozionante, al limite del commovente. Si trova in un punto piuttosto isolato – il che la rende ancora più intrigante – ed è molto spesso in balia dei venti, dettaglio che le dona un fascino letterario, quasi poetico. La sommità sulla quale è stata collocata si chiama di “Spianata dell’amore”: un nome, un idillio. Perché il rischio non è solo innamorarsi irreparabilmente della persona che si trova seduta accanto a voi, ma anche del panorama che si apre ai vostri piedi come le acque del Mar Rosso al tocco di Mosè. Il rischio – anzi, una certezza – è che non vogliate più andarvene via…

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