Comodo e di qualità. Il vino sfuso dei nostri Bag in Box non teme il confronto con quello in bottiglia. Vogliamo sfatare un mito?

Sì, degustare il nostro vino sfuso è un’esperienza sensoriale che non teme quella che si vive sorseggiando il nostro vino in bottiglia. Parlare di “vino da tavola” o “di uso quotidiano” in Bag in Box significa molto spesso attribuire a questo prodotto una qualità inferiore e inversamente proporzionale alla sua comodità. Niente di più sbagliato. È come affermare che “l’abito fa il monaco”. Sfatiamo questo mito. Perché ogni tipologia di vino che l’Azienda Agricola Barberis produce, indipendentemente dal contenitore che lo accoglie, è frutto dello stesso lavoro meticoloso in vigna e in cantina, animato dalla medesima passione ed ugualmente apprezzato dai clienti che lo scelgono. Ma andiamo per gradi.

I nostri Bag in Box di vino rosso e vino bianco sono da 5 litri, rispettivamente 12,50 e 12 gradi. Perché scegliere questo formato? In primis – lo ammettiamo – per la sua praticità di utilizzo. Nessun cavatappi, né imbottigliamento o attrezzature per la spillatura. Si acquista, si apre e si versa. Punto. La conservazione del vino al suo interno è garantita da un involucro in cartone e da una sacca realizzata in materiale alimentare che lo proteggono dagli agenti esterni. Il tappo dispenser con sigillo di garanzia e chiusura ermetica, invece, lo preserva intatto fino a 3 settimane, anche dopo l’apertura. Gli amanti del vino fresco possono tranquillamente riporlo in frigo. Il Bag in Box, inoltre, proprio per la sua forma a parallelepipedo, è facile da trasportare e da stoccare. E non va sottovalutato, soprattutto di questi tempi, il fatto che le sacche siano rigorosamente monouso e sterilizzate, quindi assolutamente igieniche. E una volta sorseggiato l’ultimo sorso di goccio, il contenitore – viva la sostenibilità! – potrà essere riciclato al 100%.

La domanda che ci poniamo è: può la tradizione sposare l’innovazione? Se la storia vitivinicola ci contraddistingue da sempre come un’eccellenza produttiva, l’evoluzione è comunque il nostro futuro. Per cui deponiamo il pregiudizio nei confronti dell’apparenza e concentriamoci sul pregio della sostanza.

La barba non fa il filosofo”. (Plutarco)

Una curiosità. Per dar man forte a questa recente forma di commercio del vino, è nata una nuova figura “professionale”: il sommelier del Bag in Box. L’idea nasce in Francia, ma in Italia questa tipologia di degustatore è ancora vista con occhio piuttosto critico e diffidente. Eppure è il futuro, viste le attuali tendenze in termini di vendite. Anche se, ad oggi, il ruolo di sommelier del Bag in Box non risulta essere ancora ufficialmente riconosciuto, è molto probabile che nei prossimi anni se ne sentirà parlare sempre più spesso. Ecco un buon motivo per non snobbare il nostro vino sfuso in Bag in Box, sebbene non ci è possibile – per legge – indicare nella dicitura i tipi di uve utilizzati. Ciò nonostante, nel momento della degustazione, saremo felici di fornirvi qualsiasi informazione circa i vitigni da cui derivano. Anche se a parlare sarà il vino stesso. Parole sincere che, ne siamo certi, non vi deluderanno. Mai.

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