Sostenibilità. Natura. Rispetto. Sono questi i pilastri che sorreggono l’attività dell’Azienda Agricola Barberis e la filosofia con la quale, da generazioni, porta avanti il proprio lavoro.

Da un lato la Natura, che regala momenti di profonda e riposante poesia; e dall’altro lato noi, che amiamo rispolverare vecchie tradizioni e portare avanti il lavoro di un tempo, quello cadenzato dal ritmo dei gesti, attento, meditato, solerte. E sostenibile. La parola sostenibilità è un termine ormai sulla bocca di tutti. Ma è davvero anche nel cuore di tutti? Nel nostro, sì. Da sempre. Assieme a passione e costanza. Perché se con la passione si accende la scintilla, è grazie alla costanza che il fuoco non si spegne mai. Crediamo fermamente che la nobile attività di viticoltore, per essere tale, abbia bisogno di principi profondi, inderogabili, da tramandare di padre in figlio alla stregua di un prezioso lascito testamentario da custodire con premura e tanto amore. Mai abbiamo ceduto, indugiato o fatto concessioni a compromessi.

Questa lunga premessa – che speriamo voi ci perdonerete – è solo per introdurvi al modo in cui ci prendiamo cura non soltanto delle nostre vigne ma anche e soprattutto dell’ambiente che le circondano, quella flora e fauna che meritano tutte le nostre più minuziose attenzioni. Perché esse non sono la cornice di questo splendido quadro che è l’Alta Langa – con i suoi terrazzamenti, sapori e vento del vicino mare – ma parte integrante del quadro stesso. La cornice siamo, in realtà, noi. Noi che dobbiamo valorizzare ed esaltare senza stravolgere. “Il tutto – citando il celebre filosofo Hegel – è più della somma delle parti”. Vero. Ne è la sintesi.

Il nostro motto è sempre stato, fin dai primi albori dell’attività, che di questa meravigliosa terra siamo tutti ospiti e non padroni. A maggior ragione noi agricoltori che la lavoriamo per vivere, beneficiando direttamente delle sue generosità. Dobbiamo rispettarla: è un regola che non ammette eccezioni e sulla quale non transigiamo. Al massimo, addomesticarla – passateci il termine – per purificarla dalle asperità, ma senza depredarla e distruggerla. Il buon contadino sa ambientarsi in essa conoscendone i segreti e accettandone i ritmi. E allora eccola, la sostenibilità. Ecco il punto di partenza per una serie di accorgimenti, azioni e modalità lavorative che orgogliosamente attuiamo e che per nulla al mondo siamo disposti ad abbandonare. Qualche esempio?

Gestiamo la flora spontanea in modo del tutto non invasivo, ovvero lasciando crescere l’erba. La vegetazione dovuta all’inerbimento, infatti, favorisce la presenza di entomofauna, ossia degli insetti, incrementando la biodiversità. Insetti utili come api, coccinelle, predatori naturali ma anche parassiti, ognuno dei quali contribuisce a creare un naturale equilibrio che rende meno necessario l’intervento umano per la difesa delle colture. La vegetazione sotto i filari, invece, la regoliamo manualmente, benché sia una scelta che comporta un inevitabile maggior numero di ore di lavoro. Per quanto riguarda la vite, effettuiamo la cimatura ancora a mano, con il falcetto o, per dirla in dialetto piemontese, il puarin, scelta che ci consente di evitare quei tagli meccanici drastici e poco ragionati nonché l’utilizzo di trattori che, oltre ad inquinare, calpesterebbero eccessivamente il terreno.

Per quanto concerne gli animali che qui vivono, invece, portiamo avanti un approccio di reciproca convivenza. A tal proposito, abbiamo fortemente limitato i trattamenti fitosanitari. E quelli che effettuiamo avvengono rigorosamente con macchina a spalla. Inoltre, per non ostacolare i regolari spostamenti degli animali stessi, non recintiamo gli appezzamenti e non distruggiamo i loro camminamenti che dal bosco giungono fino al perimetro dei vigneti. Siamo consapevoli che, se lo facessimo, andremmo ad alterare un equilibrio antico come il mondo, fatto di cicli biologici, abitudini, istinti, odori. Perché qui in Alta Langa trovano dimora animali quali volpi, faine, donnole, martore, puzzole, tassi, lepri, scoiattoli, ghiri, talpe, cinghiali, caprioli e daini. Per noi, la vigna è un immenso parco naturale che deve essere preservato e sostenuto. Per questo motivo abbiamo anche posizionato, all’inizio di alcuni filari, dei nidi per uccelli in legno e tutti colorati. Speriamo che a loro piaccia e che ci vengano presto ad abitare.

Se sorseggiate il nostro vino, perciò, scoprirete che, nel calice, non troverete solo il frutto naturale della vite da noi lavorato ma anche e soprattutto quelle suggestioni che vi abbiamo descritto e quelle decisioni che abbiamo consapevolmente preso. In poche parole: la sostenibilità. Sono tutti ingredienti che rendono qualitativamente apprezzabili i nostri prodotti e che, se sapientemente mescolati, sono in grado di raccontare più delle parole…

“L’incanto della natura, il mistero affascinante che l’avvolge sono forse l’unica chiave di cui disponiamo per cercare di aprire la porta che ci separa dalla verità”.
(Romano Battaglia)

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